Gli Ultimi Condottieri di Roma

Saggio storico

Gli Ultimi Condottieri di Roma

Nell'ultimo secolo di vita dell'impero romano d'Occidente le redini del potere, di fronte al succedersi di sovrani inetti e sprovveduti, vengono progressivamente assunte dai capi di stato maggiore generale, ovvero i magistri militum. Ma in un'epoca in cui l'esercito romano si compone in massima parte di mercenari barbari, provenienti dalle stesse tribù che premono lungo le frontiere, sono proprio i generali barbari, semibarbari o di scuola barbarica a rivestire il comando supremo.

Il franco Arbogaste, il semivandalo Stilicone, il goto Ricimero, il burgundo Gundobaldo e lo sciro Odoacre, oltre ai romani di formazione barbarica Costanzo, Ezio e Oreste, instaurano così delle vere e proprie dittature militari, dando luogo al più straordinario tra i tanti paradossi dell'epoca: un barbaro a capo e a difesa di un impero assediato da barbari.

Le vicende di questi spietati e pur fragili comandanti si consumano tra invasioni barbariche, sacchi di Roma, usurpazioni e guerre civili, restituendo dei degni protagonisti a una delle fasi più interessanti e drammatiche della Storia: il tramonto dell'impero romano.

Per questo, ancorché frutto di accurate ricerche storiche e corredato da un cospicuo apparato di fonti, Gli ultimi condottieri di Roma vuole essere un'opera di carattere divulgativo, quasi un romanzo che racconti una saga secolare.

I grandi condottieri di Roma antica raccoglie in un unico volume I grandi generali di Roma antica e Gli ultimi condottieri di Roma. (Vedi)